martedì 21 luglio 2009

SCOPRIAMO ASSIEME ... ALMENO IL VERO AUTORE DELL'AFFRESCO DI LONGOBARDI!

Le notizie sulla nascita del borgo di Longobardi coincidono con la nascita della città di Monteleone (odierna Vibo Valentia) eppure, pur essendo così antico e caratteristico, il suo destino è compromesso dalla strada principale che lo attraversa: è un borgo dove difficilmente ci si sosta, la strada veloce e stretta è quasi un ostacolo alla sua fruizione ed ovviamente alla sua valorizzazione! Il suo centro storico però possiede ancora i tratti urbanistici originari, con le case palazziate unite tra loro come un'unica fortificazione, dalla qualle spuntano le caratteristiche "lamie" che rivelano all'improviso, tra le strette stradine, il mare. In qualche palazzotto si intravvedono alcuni segni medievali, altri hanno forma di torre ed altri ancora nascondono al loro interno degli storici "trappito" che richiamano alla memoria l'antica dedizione dei suoi abitanti alla coltivazione dell'olio e dello zibibo. L'alluvione del 2006 ne ha messo in evidenza la fragilità, nonostante ciò nessun intervento di recupero del borgo è stato programmato e, tolto il fango in surplus dai fossi dei , sono aumentate a dismisura e rischiosamente le nuove costruzioni a monte ed a valle. Il centro del borgo possiede un affresco interessante, inatteso. Probabilmente tra un dosso e l'altro nessuno lo avrà mai notato, eppure i suoi personaggi emergono danzanti da una antica balconata, quasi facendosi gioco dei distratti automobilisti che lo incrociano.

Non vi sono notizie certe del suo autore. La firma è troppo stilizzata per essere letta nella sua interezza. La scena è quella classica di molte rappresentazioni folklorice calabresi della metà ottocento: una coppia in costume danzante, con i vestiti tipici della nostra area; la donna agita un tamburello a sonagli, l'uomo con entrambi le mani sul capo quasi a compiere una giravolta. Entrambi i personaggi trasmettono gioia e non è difficile supporre stiano danzando al ritmo di una tarantella, dietro uno sfondo dal quale s'intravvede il mare tra le case, chiaro segno che sia stato proprio il borgo ad ispirarne la realizzazione.

Le notizie raccolte in loco sono poche e contraddittorie.

Alcune attribuiscono la sua fattura ad un tedesco che nell'immediato dopoguerra frequentava la costa vibonese e che per pochi spiccioli ed un pasto assicurato per la durata dell'opera, dipingeva con qualsiasi tecnica ogni soggetto gli venisse richiesto; altre voci ne attribuiscono la paternità ad un pittore vibonese oggi scomparso, Cesareo, anch'egli artista per necessità. Infine, la più curiosa e recente, attribuisce l'opera ad un gruppo di giostranti o folk presente nel paese durante una festa patronale degli anni '70.

Nessuna certezza dunque se non quella che quell'affresco oggi rappresenta uno dei tratti caratteristici di Longobardi. Nonostante ciò quel palazzo con il suo caratteristico affresco è sconosciuto ai più, non appare in alcun testo storico della città e probabilmente il segnalarlo oggi potrebbe garantirne in qualche modo la sopravvivenza.
I nostri tentativi di documentarne con certezza l'autore fino ad oggi non hanno prodotto altro risultato che quanto scriviamo, ma le voci di paese non bastano per attribuirne la paternità, percui, sperando in un vostro provvidenziale e chiarificatore soccorso, ne pubblichiamo alcune foto, compresa quella di dettaglio della firma. Si avvii la ricerca dunque! Accoglieremo con piacere ogni vostra notizia in merito.
Ma se volete goderne al meglio l'effetto artistico, consigliamo un solo attimo di sosta nel centro del paese, magari parcheggiando nella vicina piazzetta, ed in soli due passi potrete scoprire una particolarità di Longobardi che non vi attendevate.
Una raccomandazione però dobbiamo farla: mentre state con il naso all'insù ad ammirare l'affresco... attenzione a non essere travolti dalle auto o dalle frane di passaggio!


PS: Abbiamo volutamente scelto di non scrivere ancora nulla a proposito del proscioglimento di tutti gli imputati del Processo Alluvione (vedi notizia), nè dei sigilli posti in questi giorni dall'autorità giudiziaria in contrada "Sughero" (vedi notizia), perchè attendiamo di conoscere l'evoluzione dell'indagine, oltre che comprendere il ruolo dell'ammistrazione comunale nel complesso della vicenda, amministrazione che certamente era a conoscenza di quanto avveniva in quelle contrade.
Pubblichiamo intanto, a mò di anticipazione del nostro parere, una foto tratta da Google Earth che colloca esattamente l'affresco... nel contesto dei freschi permessi a costruire, unitamente all'area della "frana assassina". Vedere l'esatta collocazione dell'affresco... aiuta a rendere comprensibili le "coincidenze verticali di rischio"?

2 commenti:

Nazzareno Cesareo ha detto...

Mi e' stato di recente girato questo scritto riguardante l'affresco di Longobardi e vorrei fare un po di luce sul tema. Dunque le supposizioni fino adesso trattate non sono accurate. Infatti l'autore vero ed assoluto e' stato mio fratello Angelo Cesareo che dipinse l'affresco verso i primi anni del 1960 poi emigro' a Toronto, Canada, verso il 1963 dove ancora vive con la sua numerosa famiglia ed in compagnia degli altri fratelli e sorelle che in complessivo qui a Toronto, fanno parte di un un nucleo di 92 persone discendenti da Francesco e Michelina Cesareo, Vibonesi. Sono in posesso del disegno originale a matita dal quale l'affresco e' stato poi tratto. Se interessati a ricevere una copia come prova, potro essere contattato via email a nazzarenocesareo57@hotmail.com, potreste anche contattare il Professore Pino Puzzello intimo amico di famiglia e molto conosciuto nel Vibonese per autenticare questa mia dichiarazione.

Antonio Montesanti ha detto...

Grazie per le informazioni Nazzareno. Se vorrai fornirci il disegno dal quale è stato riprodotto l'affresco ed una foto degli anni 60 di tuo fratello, te ne saremo grati. Per noi è già sufficiente questa tua dichiarazione per poter attribuire a tuo fratello ANGELO CESAREO l'affresco, senza bisogno di ulteriori testimoni. Continua a raccontaci tutto quello che ti ricordi ... saremo felici di poter continuare a scrivere altri particolari di questa bella storia di Longobardi

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