venerdì 30 dicembre 2011

SOLO NOI ABBIAMO IL PENNELLO ... CHE RICOLORA DESTRA E SINISTRA!!!





Chiudiamo il 2011 pubblicando integralmente la Delibera n. 85 del 28 Dicembre 2011, del Consiglio Comunale di Vibo Valentia, che dispone l'acquisto del Compendio Pennello, dando il via alla operazione definitiva di sdemanializzazione dell'area.
Una delibera approvata all'unanimità, con mozioni integrative approvate all'unanimità, da leggere per intero e conservare nell'archivio storico della città.

martedì 20 dicembre 2011

TONNARA DI BIVONA: AFFIDIAMOCI SPERANZOSI A S. FRANCESCO!

S. Francesco di Paola - Protettore dei Tonnaroti
Nulla si muove intorno alla paradossale vicenda della Tonnara. Nel misero silenzio quotidiano, mentre al suo interno i temporanei concessionari  effettuano lavori con cemento (?) e cazzuole, nessuna istituzione si è mossa per fare chiarezza, tutela  e rispetto delle leggi.
Corte dei Conti, Prefettura, Soprintendenze, Regione, Capitaneria, Comune ... a cui abbiamo segnalato la vicenda, nessuno ha dato un cenno utile a "rompere" questo distruttivo equilibrio. 
Ricordiamo che il Bene Monumentale, tutelato dal Decreto Legge n.42/2004 (e s.m.i. - scarica legge in pdf), noto come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, è ancora oggi in concessione  senza preventiva autorizzazione  - ai sensi dell'art.57-bis del Codice , della competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Ad oggi dunque permane l'illegittimità di quanto compiuto sin qui dall'amministrazione comunale.
Illegittimi sono gli "interventi di ristrutturazione" che si svolgono al suo interno, illeggittimo è lo titolo con il quale l'ente comunale ne dispone l'uso, illegittimo è l'uso difforme dai finanziamenti ottenuti per il suo restauro!
Visto il silenzio di chi dovrebbe far rispettare le leggi e di chi dovrebbe applicarle, in attesa di scoprire dove sta lo Stato, a noi poveri mortali, non raccomandati da nessuno  e nemmeno compari di compari, non rimane che affidarci alla nostra Fede, rivolgerci oranti a S. Francesco di Paola, protettore dei Tonnaroti!
Ci rivolgiamo a quello napitino però,  lontano dalla sfrontata vibonesità e da sempre prottettore benefico dei nostri pescatori.

Preghiamo, affinchè usi il suo bastone argenteo ornato da devozionali "Tonni e Cuori di Gesù" ... nel modo che ritiene più opportuno, per svegliare le coscienze statali.




ULTIM'ORA! Aggiorniamo alle 15,40 il nostro post con la fresca notizia della pubblicazione nell'Albo Online del Comune di Vibo Valentia, della DELIBERA DI G.C. N' 347/2011: MUSEO DEL MARE E TONNARE BIVONA. APPROVAZIONE PROGETTO DEFINITIVO ED ESECUTIVO.
La Giunta dunque approva il progetto esecutivo per il recupero definitivo (compreso impianto di videosorveglianza) della Loggia della Tonnara, sempre a fine museale.
La notizia è buona, ma fa sorridere amaramente, perchè ... S. Francesco fa notare il solito paradosso vibonese: mentre il Comune continua a spendere i soldi ricevuti dalla Regione Calabria per l'uso museale (questi sono i 135 mila euro, di cui abbiamo già scritto) della Tonnara di Bivona, la sua struttura è usata - sempre dal Comune - in maniera difforme dai finanziamenti di cui gode da anni!
Eh! Come si cantava nel  "Leva, leva", tiramo all'arrancata e ... purchè la destra non sappia ciò che fa la sinistra!

Toccau!
Oh!
Tiramu sta barca.
                        (Coro. E leva, leva.)
Tiramu sta barca.
                        (Coro. E leva, leva.)
Tiramu arrancata
Ca 'ndi pigghiamu
Pura ducentu
Tiramu arrancata
E 'gghiamu sutta
Facimundi sutta
A caparazzu /
Tiramu arrancata.
Oh... Oh... Cala!...
La rete!... Cala!... La rete!...
                       (Coro. O leva, leva, leva.)
Rispondimu tutti a vuci.
                      (Coro. O leva, leva, leva.)
Jamu sutta a caparazzu
Preparamudi puru l'uncini
Ammazzamu centu pisci
Tiramu arrancata
Assuccamu cu la riffa
Tiramu da li messi
In nome di S. Francesco!
E viva Gesù. Oh!

giovedì 15 dicembre 2011

I SOGGETTI ATTUATORI DELLA MESSA IN SICUREZZA ... RINVIATI A GIUDIZIO COME RESPONSABILI DELL'ALLUVIONE 2006!

Alluvione bis, ammesse tutte le parti civili Entrano nel procedimento pure Legambiente e Wwf.
Comune e Provincia saranno citati in giudizio



"Ammesse le parti civili e rispedite al mittente, con ordinanza del gup Cristina De Luca, tutte le opposizioni degli avvocati della difesa. Il procedimento scaturito dalle indagini sull'alluvione bis, condotte dalla Guardia di Finanza e coordinate dal procuratore Mario Spagnuolo, prende corpo e, molto probabilmente, sarà destinato a gonfiarsi ancora di più, considerato che la lista di coloro i quali potrebbero chiedere il risarcimento del danno davanti al Tribunale potrebbe allungarsi. Ad annunciarlo ieri sono stati alcuni legali al termine della prima udienza preliminare dove sono comparse le 15 persone che a vario titolo debbono rispondere di omicidio colposo, disastro colposo e omissioni in atti d'ufficio.
Sono state ammessi in qualità di parti civili i familiari delle vittime di quella disastrosa alluvione (3 luglio 2006). Si tratta della madre, del papà e dei fratellini di Salvatore Gaglioti, il piccolo di 16 mesi strappato dalle braccia della mamma da una valanga di fango e detriti e seppellito in un vigneto della frazione Longobardi, rappresentati dall'avvocato Giuseppe Pasquino. Lo stesso legale insieme all'avvocato Gaetano Pacienza, ha poi ricevuto mandato a rappresentare i familiari ed i congiunti di Ulisse Gaglioti, guardia giurata e zio del piccolo Salvatore, investito ed ucciso anche lui insieme al collega Nicola De Pascale, dalla valanga di fango mentre quella mattina transitava sempre sulla statale 18 bordo di una Fiat Panda.
Si sono costituiti parte civile per conto di familiari e congiunti di Nicola De Pascale, gli avvocati Giovanni Vecchio e Maria Repice.
Ammessi al processo, nonostante la ferma opposizione delle difese, anche Legambiente Calabria e Wwf. Secondo quanto chiarito nell'ordinanza emessa dal gup dopo una camera di consiglio di circa due ore, le due associazioni sono legittimate alla costituzione di parte civile. Un concetto che nei loro interventi era stato fermamente contestato dagli avvocati delle difese che sono intervenuti nel corso dell'udienza.
Gli imputati sono Ugo Bellantoni, 75 anni, già capo ufficio tecnico di palazzo "Luigi Razza", ma in pensione da circa dieci anni, difeso dagli avvocati Giovanni Marafioti ed Ernesto D'Ippolito; l'arch. Silvana De Carolis, 60 anni, già responsabile della ripartizione urbanistica di palazzo "Luigi Razza" (avv. Giuseppe Di Renzo) e l'arch. Giacomo Consoli, 59 anni, ex dirigente del Comune (avv. Antonello Fuscà). Coinvolti anche i proprietari della strada privata inerente la lottizzazione di località Sughero, mai ceduta al Comune. Si tratta di: Livia Galli, 82 anni di Tropea (avv. Antonio Crudo); Raffaella Marzano, 60 anni (avv. Crudo); Alessandra Marzano, di 58 anni (avv. Crudo); Maria Antonietta Marzano di 55 e Fabrizio Pasquale Scipione Marzano di 47 anni (avv. Crudo). Davanti al gup pure l'architetto Pietro Paolo La Rosa, 56 anni, di Rosarno (avv. Giosuè D. Megna), l'ex presidente della Provincia Ottavio Bruni, 67 anni, (avv. Giovanni Vecchio), Domenico Corigliano, 69 anni, ex comandante della Polizia Municipale (avv. Ernesto D'Ippolito); l'ing. Giovanni Ricca, 61 anni, di Carolei (provincia di Cosenza) già dirigente regionale e per anni ai vertici dell'Autorità di bacino (avv. Vincenzo Adamo); l'ing. Ottavio Amaro, 52 anni, di Reggio Calabria (avv. Luigi Li Gotti); l'ing. Filippo Valotta, 47 anni (avv. Giovanni Vecchio) e l'ex assessore provinciale Paolo Barbieri, 53 anni, (avv. Giuseppe Altieri).
La prima udienza è stata completamente monopolizzata da una serie di questioni preliminari, a cominciare dalla costituzione di parte civile. L'avvocato Antonello Fuscà, in particolare, si era opposto alla costituzione degli eredi De Pascale sostenendo che l'assicurazione in un precedente procedimento civile aveva provveduto al risarcimento del danno. Lo stesso legale, inoltre, aveva espresso la sua contrarietà anche alla costituzione di Legambiente e Wwf, sottolineando che nel procedimento che si è aperto ieri non ci sono reati connessi alla legittimazione attiva delle associazioni ambientaliste. In ogni caso le richieste delle parti offese sono state tutte ammesse e inoltre il giudice ha disposto che le stesse possono citare come responsabili civili anche il Comune e la Provincia. L'udienza è stata aggiornata al 7 marzo 2012."
 
Articolo di N. Lopreiato, Gazzetta del Sud 15/12/2011
 
Riportiamo integralmente l'articolo, esprimendo una piccola considerazione:
Per l'alluvione del 2006 anche il Comune e la Provincia di Vibo Valentia verranno dunque sottoposti a giudizio, per le loro responsabilità. Dal 2006 ad oggi i due enti sono stati indicati come "Soggetti Attuatori", dal Commissario Straordinario,  per le opere di messa in sicurezza. Visto che da più parti in questi mesi è stata messa in evidenza che la "messa in sicurezza" in questi anni non è stata realizzata, anzi è stata scelta come area della delocalizzazione delle attività produttive, l'area rischio esondazione di Trainiti, posta nell'insediamento industriale di Porto Salvo ... ci si domanda: QUALE DESTINO AMARO CI ATTENDE?

lunedì 12 dicembre 2011

BUONE FESTE!

Il Natale si avvicina e pensiamo sia cosa utile conoscere le date delle iniziative che si realizzeranno fino ai primi di gennaio nella nostra città.
Lo facciamo pubblicando la foto di questo bellissimo 6x3: cliccando sopra la foto ingrandita sarà possibile leggere gli appuntamenti natalizi uno per uno, con la rispettiva data ed ora.

Si rifletteva nelle sere scorse sulla assoluta incomunicabilità esistente in paese.Migliaia di vite, adulte o giovani, si nascondono dentro i tanti condomini, le singole case ... vite che non s'incontrano, non dialogano. Al contrario i  soliti 10 o 20 che si incontrano nelle riunioni indette sui tanti problemi, lì incontri sempre: sul corso o sul molo, in villetta o al bar, al circolo o in chiesa. Anche loro non dialogano. Argomentano tesi, si studiano, si promettono impegno, per poi perdersi nell'inconcludente esito di ogni iniziativa. In questo stato, ormai privo di cura, nessuno saprebbe nulla degli altri se non ci fossero i 6x3. Campeggiano negli angoli strategici della città, dandoti la bella o la brutta notizia: il convegno o gli sconti al pari di un anniversario o di un ultimo addio al caro scomparso, la propaganda politica al pari dell'apertura di PokerCasinò.
E' indubbio che "la terapia 6x3" che sperimentiamo per comunicare, nonostante tutto e tutti, è in qualche modo agevolata dalla sede in città della società che usa tali mezzi di comunicazione (che per i concittadini certamente offre prezzi vantaggiosi se non addiritturagratis), ma è anche vero che a questa terapia sembriamo già assuefatti: ormai si guardano questi 6x3 distrattamente, se non alcune volte infastiditi.
Se anche la terapia d'urto alla nostra incomunicabilità ormai ha solo un effetto placebo ... forse è il caso di riconoscersi infetti dal silenzio e dal timore, come malati all'ultimo stadio!

domenica 4 dicembre 2011

4 DICEMBRE 1865. POSA DELLA PRIMA PIETRA PER LA COSTRUZIONE DEL PORTO DI S.VENERE!

Il 4 dicembre 1865, 146 anni fa ...  nella Rada di Santa Venere si effettuarono i solenni festeggiamenti per la posa della prima pietra del nuovo Porto di Santa Venere.
"(...) Il parroco, assistito sempre dal Clero, impartì allora solennissima benedizione ad un grosso masso, il quale poi adorno di devozioni e di figure, fu subito calato a fondo. Il pubblico voll’essere spettatore della sommersione di tutto il materiale, che ne eseguì immediatamente, epperò si trattenne fino all’ultimo. Non trovo qui le parole per descrivere quel che avvenne, la gioia, la esultanza, l’entusiasmo, la commozione, i voti, gli applausi, gli auguri, le felicitazioni. Per averne una adeguata idea bisognava essere presenti. Il Cielo divenne come annebbiato dal fumo dei fuoco dei cannoni e dei fucili. I gridi di esultanza echeggiavano di nuovo intera lunghezza la marina, dalla Città a Capo Rocchetta" ...

mercoledì 30 novembre 2011

PROCESSO GOLDEN HOUSE: NEL SILENZIO DELLA CITTA', PARLA IL PROF. VERSACE!

Procede spedito il processo Golden House verso la sua conclusione dibattimentale, prevista entro il mese di dicembre, eppure sembra che la vicenda ormai interessi a pochi. Ieri è stato audito il Prof. Versace e noi riportiamo gli articoli di stampa con le sue dichiarazioni più per continuare a documentare la paradossale vicenda che per quanti immaginiamo interessati alla sua testimonianza.
Il prof.Versace ha evidenziato come il suo Piano 2 puntasse al rilancio delle attività produttive puntando a delocalizzare le aziende colpite, perchè in area a rischio, in base alle previsioni del suo Piano 1, che metteva in luce gli esiti dell'alluvione ed i rischi dell'area, ma nelle fasi post-alluvione, la mancanza di un’unica regia che coordinasse l'attività di ogni soggetto attuatore (Comune, Provincia, Camera di Commercio) ha praticamente reso invisibile la messa in sicurezza, anzi ha ribadito - e noi questo l'abbiamo sempre detto - che ad oggi, il territorio non è stato ancora messo in sicurezza.
E' d'obbligo però ricordare che la "cabina unica di regia" esisteva ed esiste ancora: se l'Ufficio del Commissario all'Emergenza Alluvione Vibo Valentia non ha svolto tale ruolo ... è conseguenziale dedurre che non abbia funzionato allora ... e che continui impunemente a non funzionare oggi!
Vi lasciamo così riflettere sul nostro triste destino in caso di una prossima "bomba d'acqua" alla luce dello stato delle cose e delle sue dichiarazioni.




martedì 29 novembre 2011

A VITTORIO DE SETA.


Lu tempu ... si è preso il documentarista Vittorio De Seta, così l'intero sud perde un grande poeta ed artista, che ha saputo raccontare i nostri mari e le nostre terre senza infingimenti, senza intrusioni, con sguardi da dentro di straordinaria bellezza, regalando alla storia della nostra nazione voci e suoni ormai riascoltabili e visibili solo nelle sue pellicole. Guardava con attenzione alle iniziative per realizzare il Museo della Cultura del Mare, ma non nascondeva il suo pessimismo sulla capacità della classe politica vibonese e che potessero spendere il loro tempo per realizzarlo. Non lo contraddimmo allora, figuriamoci oggi. Per quanto è stato e per quanto ha fatto dedichiamo a lui nostro pensiero e le nostre passioni, certi di non dimenticarne mai lo sguardo e l'esperienza.



Nato a Palermo nel 1923 (calabrese per parte di madre), è stato celebre autore di documentari premiati in Italia e all'estero come “Un giorno in Barbagia”, “Banditi ad Orgosolo” (migliore opera prima al Festival di Venezia del 1961), “Lu tempu di lu pisci spata”, “Diario di un maestro”, con Bruno Cirino nei panni di un insegnante che combatte l’abbandono scolastico in una scuola della periferia romana . Il suo nome è legato tra le altre cose a “I dimenticati”, nel quale raccontò la festa dell’abete di Alessandria del Carretto, unico momento festoso di una comunità isolata, che nel 2009 gli ha assegnato la chiave del Comune e la cittadinanza onoraria.
Nel 1993 ha raccontato la nostra regione nel documentario “In Calabria” (85 min). Ospite dell’edizione 2008 del Festival Internazionale del Cortometraggio di Pentedattilo, talmente  affascinato dall’antico borgo, il Maestro De Seta decise di realizzare, in quei luoghi, il cortometraggio "Articolo 23 - Pentedattilo", episodio del film collettivo “All Human Rights for All” promosso dalle Nazioni Unite per il sessantenario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani ed ispirato ai trenta articoli della stessa Dichiarazione: cinque minuti appena, di poesia totale.
Il suo ultimo film è stato, nel 2006, il lungometraggio, “Lettere dal Sahara”, presentato fuori concorso alla Mostra internazionale del cinema di Venezia. L’anno precedente, in occasione di un tributo al regista del Tribeca Film Festival 2005 e del Full Frame Documentary Film.

lunedì 14 novembre 2011

TONNARA DI BIVONA: INTERVENGA LA SOPRINTENDENZA PER I BENI MONUMENTALI!

Pubblichiamo integralmente l'articolo di ieri, de Il Quotidiano della Calabria, a firma di Zaira Bartucca.

Non ci sono parole per definire le sorti amare che stanno per toccare alla Tonnara di Bivona. E' il pensiero dell'ex presidente del Parco marino "Costa degli Dei" Antonio Montesanti che invece ormai da tempo di parole ne spende a fiumi dal suo progetto in rete, "Percorsi di autonomia mentale", conducendo una vera e propria battaglia per tentare di recuperare quanto rimane della memoria storica del prezioso bene monumentale. Documenti, pareri, puntualizzazioni e anche critiche, che da qualche tempo hanno attirato l'attenzione della stampa e, conseguentemente, dell'associazione "Insieme per Bivona". Interpellato dal nostro giornale ha così dichiarato la necessità di "chiarire fino in fondo la questione Tonnara" e ha spiegato i motivi per cui, a sua detta, l'attende un "assurdo destino" e, ancora, perchè è diventata "merce di scambio politico" tra l'Onlus e l'amministrazione comunale.

La replica all'associazione. "Tutti si dedicano ormai alla Tonnara - è l'esordio di quanto detto da Montesanti - al solo scopo di accaparrarsene l'uso, anche a discapito della sua storia e della sua valorizzazione", compresi i "membri autorevoli dell'associazione" (Insieme per Bivona). L'autorevolezza cui fa riferimento è quella "istituzionale dei soci intervistati, uno consigliere comunale e l'altro consigliere provinciale (rispettivamente Michele e Stefano Soriano). Padre e figlio - specificava Montesanti nei giorni scorsi dalle sue pagine web - hanno spiegato ai quotidiani che nei mesi della prima concessione d'uso provvisoria sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione, che immaginiamo siano autorizzati dal Comune, e che nei prossimi doteranno i locali di sedici acquari e realizzeranno iniziative utili a valorizzare la Tonnara. Il tutto ovviamente sarà documentato da un progetto coerentemente temporaneo, immaginiamo concordato ed autorizzato dall'ente". La concessione all'onlus, però, per Montesanti è stata rilasciata "inspiegabilmente in tempi lampo, ovvero a tre, quattro giorni di distanza dalla richiesta", motivo per cui non è stata "una bella rivelazione scoprire, proprio tramite la stampa, che i protagonisti della vicenda Tonnara sono sempre e solo legati alla politica". Ma non è ad alcuni dei possibili inquilini della preziosa struttura che Montesanti rivolge le critiche più pesanti, anzi, ha dichiarato, "ben vengano tali iniziative, perchè sono meglio di niente. Noi invece - gli autori del sito - le nostre critiche le rivolgiamo all'ente comunale e non all'associazione ed ai loro propositi". Vediamo i motivi.
"La Tonnara non è del Comune". Anzitutto "bisogna ricordare che l'intero manufatto storico è, compresi quelli che vengono erroneamente chiamati "locali annessi", sottoposto a tutela di Ministero Beni Culturali e Demanio. Sono poi diversi gli argomenti che confermano l'illegittimità di quanto accade intorno alla Tonnara perchè il Comune non ne è proprietario e non ha sottoscritto alcun accordo con il Ministero per esserne titolare dell'uso, per come previsto dalla legge. Secondariamente le delibere emesse dall'amministrazione, compresa l'ultima, sono illegittime, sia per quanto appena esposto sia perchè l'ente avrebbe dovuto disporre, prima di deliberarne la concessione, parere sull'uso e nulla-osta dal Demanio e dalla Soprintendenza. Ricordo che, ad esempio, è una nota di quest'ultima che impedisce il trasferimento della Prefettura nel complesso del Palazzo Gagliardi, proprio perchè ristrutturato con finanziamenti finalizzati per uso museale e di valorizzazione. Eppure il palazzo è di proprietà del Comune. A maggior ragione, visto che la Tonnara non lo è, tale principio di destinazione deve valere per il manufatto nel suo complesso che, tra, le altre cose, non può essere trattato come se si trattasse di una torta da spartire tra chi è coinvolto". Al Comune, dunque, Montesanti chiede la messa in regola di tutte le procedure legislative e "un vero ed unico programma di valorizzazione" contemporaneamente attendendo "reazioni, o meglio ancora spiegazioni". Quelle cioè, come accennato, relative al mancato rispetto delle leggi di settore (tra cui il dec. legislativo n.42/2004 noto come Codice dei beni culturali e del paesaggio e in particolare l'art.57, che prevede l'autorizzazione preventiva della concessione da parte della Direzione regionale per i Beni Culturali e paesaggistici della Calabria), a causa delle quali l'interessato si appella adesso a chi di competenza e a chi potrebbe preservare l'importante manufatto storico "da un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee".
Il ruolo della Soprintendenza e della Regione. "A garanzia di tutti - ha proseguito l'ex presidente del Parco marino - bisognerebbe chiedere l'intervento tempestivo della Soprintendenza per i beni monumentali e paesaggistici delle Province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, che è competente per la tutela della Tonnara ma che in tutta la vicenda latita da sempre. I lavori di restauro, che oggi consentono a qualcuno di parlare di locali annessi con forbito opportunismo, ne sono una evidentissima prova. Ormai solo l'intervento dell'ente appena citato, con autorevolezza, può chiarire quali norme regolano un bene demaniale tutelato dal Ministero dei Beni Culturali e chi ed in virtù di quali norme, e con quali adempimenti, ne può detenere la titolarità d'uso. Una mancanza di attenzione è comunque da imputare a tutti gli organi preposti, Soprintendenza, Demanio, Regione e Comune, che di fatto è ormai diventata insostenibile perchè causa principale del ritardo con cui a questo monumento è negata la corretta fruibilità pubblica e probabilmente un corretto restauro funzionale. Quanto detto non esclude che possa essere richiesto dalla stessa Regione uno specifico accordo di valorizzazione al Ministero, sottraendo così la Tonnara ad un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee a tutelare e valorizzare un bene monumentale di tale pregio".
Conclusioni. In conclusione Montesanti ha dunque invitato tutti gli enti competenti appena citati a prendere "pronta visione di quanto esposto", in particolare chiedendo alla Soprintendenza di "attenzionare in maniera ungente il caso", per evitare un ulteriore danneggiamento del manufatto, anche in termini strutturali, "nell'attesa che gli enti interpellati forniscano le risposte richieste e compiano finalmente quegli atti previsti dalle norme. Comune compreso, ovviamente".

domenica 6 novembre 2011

TONNARA DI BIVONA: SE E' ORMAI MERCE DI SCAMBIO POLITICO ... LO SI FACCIA ALMENO RISPETTANDO LE NORME (SE LO PREVEDONO)!!!


Articolo su CalabriaOra che riprende il nostro blog
 E' bastato che la stampa locale riprendesse il nostro post del 29 ottobre scorso, nel quale abbiamo pubblicato l'ennesima delibera di giunta - che riteniamo illegitima - sugli usi impropri del Monumento di Archeologia Industriale noto come Tonnara di Bivona,  per ottenere più di una risposta (ma ahinoi! solo sulla stampa) utile a comprendere il destino che attende quella che ormai è diventata una torta divisa a pezzi.
Le reazioni però, o meglio ancora le spiegazioni, che attendavamo dai funzionari o dal Sindaco, vengono invece dai soci dell'associazione Insieme per Bivona. Spiegazioni che accettiamo ovviamente, per l'autorevolezza istituzionale dei soci intervistati, uno Consigliere Comunale e  l'altro Consigliere Provinciale. Padre e figlio  hanno spiegato sui quotidiani che nei mesi della prima concessione d'uso provvisoria sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione (che immaginiamo autorizzati dal comune) e che i prossimi mesi di concessione d'uso provvisoria doteranno i locali di 16 acquari e realizzerano iniziative utili a valorizzare la Tonnara (filmati, mostre, etc. seguendo il modello di Favignana e Porto Palo). Il tutto ovviamente sarà documentato da un progetto coerentemente temporaneo (immaginiamo concordato ed autorizzato dal comune). Ben vengano tali iniziative, anche perchè è meglio di niente! Noi le nostre critiche le rivolgevamo all'ente comunale e non all'associazione ed ai loro propositi (che potrete leggere negli articoli pubblicati a lato) per valorizzare l' "antica tonnara" ed i suoi "locali annessi".
Articolo su CalabriaOra del 5 novembre
Ma visti i propositi dichiarati e proprio in virtù dell'autorevolezza degli uomini politici coinvolti,  è necessario sgombrare il campo anche dal più piccolo dubbio che la Tonnara possa essere considerata merce di scambio politico. Sarebbe una deriva che non promette nulla di buono per la nostra comunità, che difficilmente si sottrarrebbe ai consueti riti del potere. Riti importanti come quelli della mattanza di Favignana ma tutt'altro che occasione di crescita culturale. Stiamo sempre parlando di un bene monumentale unico in tutta la Regione, percui è importante sapere se le iniziative programmate per l'uso temporaneo del "locale annesso alla Tonnara" (annesso, Sic!), come esplicitato nell'ultima delibera comunale, siano in qualche modo connesse all'uso degli altri "locali annessi" alla Tonnara: quelli che la parrocchia di Bivona usa, relativi alla Cappella dei Tonnaroti o con l'uso che i Vigili Urbani fanno del primo piano della Palazzina Gentilizia o con i lavori di recupero e ristrutturazione della Loggia, che partirano (ci auguriamo) a breve o, infine, con l'uso che ne farà l'Ente Regionale Parco Marino "Costa degli Dei" (ammesso che al nuovo Presidente sia data la possibilità di perseguirlo). Noi, questa visione d'insieme, questa "connessione" o meglio ancora un vero ed unico programma di valorizzazione lo chiediamo all'ente locale che oggi si assume la responsabilità di gestire la Tonnara! Proprio perchè tutti gli attori protagonisti di questa sventurata vicenda recitano ormai a braccio, è la politica culturale dell'amministrazione comunale che perde la faccia in questa vicenda, diventata oggettivamente complessa ed ingarbugliata. Ed il bene monumentale rischia di essere compromesso definitivamente da questo inverosimile limbo, "purgatorio etico" nel quale nessuno può più esprimere pareri o proposte: a destra nessuno obietta perchè il sindaco è di destra, a sinistra nessuno obietta perchè i concessionari sono di sinistra! Abbiamo più di una perplessità sulla correttezza del modo di agire  fin qui adottato dinanzi ad un bene che dovrebbe essere tutelato e valorizzato, sia perchè vincolato con decreto ministeriale dallo Stato Italiano, sia per l'impegno di tanti cittadini che come noi credono nell'obbligo, verso le future generazioni, di farlo efficacemente. Qualcuno dimentica, e noi di questa dimenticanza ne diamo responsabilità al Sindaco ed ai suoi funzionari, che non è così che ci si comporta dinanzi ad un bene tutelato dallo Stato, per mantenerne testimonianza viva e perenne di una comunità e di una cultura complessa ed estinta. 
Eppure per farlo efficacemente basterebbe applicare le leggi di settore piuttosto che quelle non scritte dell'appartenenza alla casta politica. Non è stata per noi una bella rivelazione scoprire, tramite i quotidiani, che i protagonisti della vicenda Tonnara, sono sempre e solo legati alla politica. Ma questo è, e siamo pronti a farcene una ragione, quasi certi che le nostre rivendicazioni verranno sconfitte, visti i protagonisti.
Probabilmente è anche alla luce di questa scoperta che andrebbero lette le rapide concessioni, a soli tre o quattro giorni dalla data di richiesta, a tale associazione locale? In grado di  dissolvere in pochi giorni tutte le complesse e comprensibili procedure amministrative (non risolte nemmeno alla data odierna) che si frappongono all'utilizzo della Tonnara da parte dell'Ente Regionale Parco Marino "Costa degli Dei", nonostate sia trascorso più di un anno dalla formale richiesta dell'Ente Parco e dell'Assessorato Regionale all'Ambiente?
Articolo sulla Gazzetta del Sud del 5 novembre
A questo punto non rimane che chiedere chiarezza, partendo dalla legge di settore, vale a dire il Decreto Legge n.42/2004 (e s.m.i. - scarica legge in pdf), noto come Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Per comprendere la lettura calabrese della Legge statale abbiamo pensato di chiederne lumi alla  DIREZIONE REGIONALE PER I BENI CULTURALI E PAESAGGISTICI DELLA CALABRIA.  Il Direttore del Servizio II, premettendo la necessità di acquisire opportuna documentazione attestante il regime giuridico del bene ed a chi (e a quale titolo) sia in consegna,  precisa opportunamente che - ad ogni modo - ai sensi dell'art.57-bis del Codice dei Beni Culturali, la concessione in uso doveva essere preventivamente autorizzata dalla competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Ora, considerato che nelle due delibere di concessione d'uso non ritroviamo riportate nell'articolazione del deliberato alcun riferimento ad una preventiva autorizzazione della competente Direzione Regionale, scartando l'ipotesi di una dimenticanza, ne desumiamo l'assenza.
Questo sostanzia ulteriormente la nostra tesi sulla illegittimità di quanto compiuto sin qui dall'amministrazione comunale.
In sintesi, ritenevamo gli usi deliberati illegittimi perchè difformi dall'uso previsto dai finanziamenti erogati dallo Stato e dalla Regione per la valorizzazione del Bene d'Archeologia Industriale ... oggi si rivelano ancor più illegittimi perchè privi di alcuna autorizzazione preventiva da parte della competente Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Calabria. Certo, sanare la situazione è possibile, basta richiedere il Nulla Osta e rettificare le delibere ... ma lo si faccia! Ironicamente si potrebbe approfittare dell'occasione per richiederne Nulla Osta anche per il Parco, per i Vigili e per la Parrocchia e sanare così l'ingarbugliata e complessa situazione.
Ma la cosa più importante che scopriamo leggendo la legge è un'altra! La breve risposta del Dirigente del Settore II della Direzione Regionale, fa sorgere spontaneo un dubbio, un quesito, che rigiriamo a tutte le istituzione coinvolte direttamente o indirettamente, prima che la Tonnara possa divenire oggetto di ulteriori e più corposi "interventi di ristrutturazione" da chi temporaneamente la ha in uso.
Considerando la Tonnara di Bivona oltre che Bene Storico, vincolato ai sensi della L.1089/39 con Decreto Ministeriale del 06.12.1991, è anche un Bene Demaniale (dunque non  proprietà del comune ma bene che eventualmente avrà in documentata consegna); considerato che siamo giuridicamente certi che questa struttura non rientri tra i beni gestibili da un ente locale, solo in virtù delle leggi delega sul Demanio Regionale; considerato che se mai vi fosse stato qualche dubbio questo è fugato dall'art.5, comma 5, del Decreto Legislativo attuativo n. 85 del 2010 che  chiarisce il senso della esclusione dei beni culturali nel loro insieme, dal meccanismo ordinario di trasferimento (come configurato dagli articoli 2 e 3 del decreto medesimo), riservando, per tale categoria di beni, un trattamento speciale; considerato insomma che va sottoscritto  uno specifico "accordo di valorizzazione" tra l'ente ed Ministero ai Beni Culturali, così come è in realtà previsto dal Codice dei Beni Culturali agli artt. 57 e 106 ... il quesito che poniamo è questo: Esiste questo accordo, il solo che consentirebbe al comune di usarla e di concederla in uso?

Noi, dopo aver visitato il sito del Ministero, alla sezione benitutelati.it, ed ancor più, dopo aver letto l'articolo del Dr. Paolo Carpentieri, Magistrato del Tar, pubblicato recentemente sul sito giustizia-amministrativa.it, abbiamo ormai più di una riserva sulla titolarità  che ad oggi l'ente comunale si attribuisce, proprio perchè nessun ufficio ha contezza dell'esistenza di tale prassi, o della necessità di formularne una richiesta al Ministero o tanto più della sottoscrizione di un atto valorizzazione! Sufficienza? Supponenza? Ignoranza? Pressapochismo o altro? Non sappiamo.
Di certo dal 2010 è un vigore un decreto delegato che ne chiarisce termini e procedure. E' probabile che una mancanza di attenzione sia da imputare a tutti (Soprintendenza, Demanio, Regione o Comune), ma siamo convinti che tale mancanza è diventata ormai, di fatto, INSOSTENIBILE, perchè  causa principale del ritardo con cui a questo monumento è negato alla corretta fruibilità pubblica e probabilmente ad un corretto restauro funzionale!
E' indubbio che questa nuova, e più corretta, condizione giuridica della Tonnara di Bivona, seppur apre scenari del tutto nuovi ed inattesi  perchè esclude ogni possibilità d'uso all'ente comunale, certo rincuora  ... vista la prassi adottata sin qui dal comune! Questo non esclude che possa dunque essere richiesto dalla stessa Regione uno specifico accordo di valorizzazione al Ministero, sottraendolo così ad un ente locale che ha sin qui svolto azioni tutt'altro che idonee a tutelare e valorizzare un bene monumentale di tale pregio!
Riserviamo dunque le novità sulla legittimita di quanto accade a Bivona alle prossime riflessioni ed articoli, perchè ce ne saranno veramente ... in attesa che gli enti da noi interpellati forniscano le risposte richieste e compiano finalmente quegli atti previsti dalle norme.
Comune compreso, ovviamente.

SE VOLETE DARCI UNA MANO A DIFENDERE LA TONNARA, COPIATE L'ARTICOLO O INVIATENE LINK A QUESTO INDIRIZZO:

SOPRINTENDENZA PER I BENI ARCHITETTONICI E PAESAGGISTICI DELLE PROVINCE DI REGGIO CALABRIA E VIBO VALENTIA

Responsabile: arch. Roberto BANCHINI
Piazza Castello (Palazzo ex Compartimento FS), REGGIO CALABRIA
e-mail: sbap-rc@beniculturali.it

sabato 29 ottobre 2011

TONNARA DI BIVONA: PER IL COMUNE E' LEGALE FARLA A PEZZI!

Con una ostentata convinzione di non dover rendere conto alla storia del proprio operato, la giunta comunale ha prorogato la illegittima concessione temporanea di agosto. Lo avevamo previsto sin d'allora che quella delibera di concessione temporanea di 60gg. ne celava un'altra che avrebbe reso quel temporaneo ... stabile!Con la delibera attuale, che riportiamo sotto, si passa da 60gg a 6 mesi, nonostante non sia stata svolta alcuna attività che possa giustificare tanta premialità! Ma quello che rende insopportabile questo nuovo documento è che non  ne sia seguito alcun altro che candidi la Tonnara di Bivona ad usufruire dei finanziamenti regionali della rete museale: addio museo dunque! ADDIO VALORIZZAZIONE DELLA TONNARA!
La politica del sindaco in proposito è presto detta: del tutto ignaro di cosa sia questo benedetto monumento di archeologia industriale (e del tutto convinto che a nulla valga saperlo!) ne predispone la "divisione degli interni" come uno dei tanti palazzotti abusivi di Bivona! Un pezzo a te, un pezzo a lui, un pezzo a quell'altro! Ottimo. Per far comprendere la drammaticità di questo taglio riportiamo una pianta della Tonnara del 1911, nel quale è segnato l'uso di ogni locale del piano inferiore. Questa pianta rappresenta ormai il solo documento nel quale si comprende l'utilizzo funzionale alla pesca dell'edificio. Ovviamente se non sorprende il comportamento dell'ignavo sindaco, sorprende il silenzio della Soprintendenza a Beni storici ed etnoantropologici ... come a dire "sappiamo delle prassi vibonesi ma ... è inutile intervenire, non cambieranno mai"! 
L'oggetto della Delibera n. 272 del 13 ottobre 2011 resterà nella storia! Innanzitutto perchè sancisce che non è intenzione del comune valorizzarla, e poi perchè è una delibera alla "vibonese": quasi a rispondere alla nostra tesi sulla illegittimità di tutto il procedimento relativo all'uso della Tonnara (unica risposta, perchè per il resto silenzio assoluto), la giunta ufficialmente si autoassolve con un divertente incipit: "LEGALE PROROGA CONCESSIONE TEMPORANEA ALLA ASSOCIAZIONE ''INSIEME PER BIVONA ONLUS'' DI ALCUNI LOCALI ANNESSI ALLA TONNARA DI BIVONA. ", come se bastasse scrivere Legale nell'oggetto deliberativo per sancirne la legalità o scrivere di locali annessi alla Tonnara per nascondere l'uso illegittimo del bene monumentale! Se non fosse drammatico ci sarebbe da riderci su: leggete pure il resto del deliberato per sorridere amaramente (estratto dall'Albo Online) . No, non siamo in Calabria ma a Vibo Valentia ... dove basta una legalità di facciata per avere consensi, mentre il resto, più è a pezzi e meglio è!  



Sintesi storica per gli ignavi:
L'antica tonnara di Bivona viene acquisita ai beni demaniali marittimi per un accordo negli anni '60 tra il proprietario, che aveva omesso per decenni il pagamento del canone concessorio e lo stato. Successivamente la tonnara viene dichiarata bene monumentale e vincolata con apposito decreto del Ministero Beni Culturali, entrando così a far parte del patrimonio indisponibile dello stato. Stato e Regione, dal 1990 ad oggi ne finanziano il recupero a fine di recupero e valorizzazione museale.  Con la legge delega alla regioni ed ai comuni, il bene monumentale, viene improvvisamente gestito dall'ente comunale come una qualsiasi spiaggia ricadente nel territorio, tanto che nonostante la tonnara sia stata oggetto di interventi di recupero e valorizzazione a fini museali, lo stesso comune recentemente decide di concederlo in uso gratuito ad una associazione ed a sede dei vigili urbani, omettendo di predisporre atti utili ad un recente bando regionale per la rete museale. 
Si chiede se tutto ciò sia possibile, vale a dire in primis se il bene momumentale non debba invece considerarsi escluso dalla legge delega, in secondo luogo se è possibile che comune possa utilizzare il bene monumentale demaniale non declassificato, omettendo qualsiasi atto previsto per l'uso dei beni demaniali (richiesta concessione, D1, etc.) o al rispettivo ministero a beni monumentali che ne ha posto il vincolo di tutela.

martedì 25 ottobre 2011

TESTIMONIANZE: LA LEGALITA' SENZA PAROLE VUOTE O SILENZI PIENI!





ULTIME NOTIZIE: Per la serie l'avevamo previsto "QUI LA CULTURA NON ENTRA", è online la delibera di giunta del comune di Vibo che proroga l'uso illegittimo della tonnara di Bivona (http://www.comuneweb.it/cws/alboPretorio/ViboValentia/pubblicazione/2011/3069/2011-10-25.html). Questo nonostante l'associazione beneficiata l'avesse ottenuta solo temporaneamente ad agosto e settembre. Seppur non abbia realizzato alcuna iniziativa culturale nel periodo temporanemaente concesso, il 10/10/2011 presenta richiesta di proroga ed il 13/10/2011 le viene concessa per ULTERIORI 6 MESI. Ci riserviamo a breve un prossimo post a commento!


mercoledì 19 ottobre 2011

REQUIEM PER UNA TONNARA: I PARADOSSI DELL'USO ILLEGITTIMO!

Tonnara di Bivona - Finestre (lato barconi bruciati e dimenticati) 18.10.2011
Si rincorrono voci non buone sulla Tonnara di Bivona: nessun progetto museale ma proroga degli usi illegittimi al 30 marzo 2012! Dicono che una delibera che proroga quello che noi riteniamo un uso illegittimo (sia per l'uso difforme rispetto ai finanziamenti, sia perchè bene demaniale, gestibile dall'ente solo rispettando le procedure previste dal Demanio) sia stata approvata nella riunione del 14 scorso. Ancora non ne abbiamo riscontro ma se ciò corrispondesse a verità, ne pubblicheremo presto il deliberato, non foss'altro per la magra consolazione di dimostrare che questo esito l'avevamo previsto ed ancorpiù la necessità di rigirarne copia alla Procura della Corte dei Conti.
La logica primitiva - si vocifera - sia questa: in attesa di fare il museo e la sede del parco marino, piuttosto che lasciarla in balia dei vandali, la facciamo usare a chi ci pare. Poi se ne parla!
E adesso? Null'altro. Volete che un Ente che non ha saputo fare un Modello D1 a se stesso, sappia fare una scheda museale da inviare alla Regione?
A. Lomax - Tonnaroti di Vibo Marina, 3 agosto 1954
in: The Association for Cultural Equity (ACE)
Nell'attesa del baratro ... in questi giorni abbiamo scorto la vitalità paradossale circonda quel monumento demaniale: ogni giorno c'è qualcuno che apre la cappella (?), divenuta in questi due mesi una stanza trash, di un culto ostentato; i sabati e le domeniche c'è chi pulisce le stanze della Casa del Rais, ostentando la soddisfazione di farne prima o poi quel che vuole (?); gli uffici della polizia municipale rimangono chiusi, con le bandiere appese che ne ostentano la gestione comunale. A completare il paradossale quadro qualcun'altro (?) nei pomeriggi ne ostenta il possesso con abilità, rompendo sotto gli occhi di tutti - possessori e convenzionati -  gli ultimi vetri sopravvissuti, al piano terra di un edificio che ormai di monumentale ha soltanto il conto dei finanziamenti sprecati e delle speranze disattese!
Oggi,  amaramente dobbiamo ammettere che lo scetticismo espresso dall'etnomusicologo contattato qualche mese sulla fruibilità delle foto della Collezione Lomax dedicate ai nostri tonnaroti (vedi link) erano vere: "in Calabria non si può fare nulla e voi date per scontate troppe cose" aveva detto provocando la nostra risentita indignazione, "Prima fate il museo e poi se ne parla!"
Già ... poi se ne parla!

sabato 15 ottobre 2011

TONNARA DI BIVONA: +15 -15 = 0. ZERO IN CONDOTTA ALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE!

Il silenzio che avvolge l'uso illegittimo che si perpetra ai danni del futuro stesso della Tonnara di Bivona è inverosimile.
Nonostante siano già trascorsi  15 giorni dalla scadenza della convenzione sottoscritta tra l'amministrazione comunale e l'associazione Insieme per Bivona o dall'assegnazione temporanea ai Vigili Urbani, nessuno dell'ente locale chiede conto di cosa sia stato fatto nè se e quando verrà riconsegnata la Tonnara! Ma ancor più ... nonostante manchino solo 15 giorni alla scadenza del bando dell'assessorato regionale alla cultura a sostegno dei musei calabresi, nessuno dell'amministrazione comunale ha  pensato di predisporre le relative schede progettuali per richiederne il finanziamento! 
Dunque al danno si sta per aggiungere la beffa. Avevamo già espresso tutte le nostre perplessità sulla "temporaneità" di quei provvedimenti ... per questo non abbiamo alcuna soddisfazione nell'averne previsto l'esito! Se non fosse che assistiamo inebetiti e impotenti a tanta impunita scorrettezza amministrativa (sulla quale prima o poi bisognerà far qualcosa) che rischia di pregiudicare definitivamente ogni intervento di valorizzazione della Tonnara di Bivona, ci sarebbero da assegnare non solo un brutto zero in concretezza al nostro sindaco ... ma anche un mortificante zero in condotta a tutti i protagonisti di questa paradossale vicenda!

sabato 8 ottobre 2011

TONNARA DI BIVONA: 11 INTERROGATIVI POSTI ALLE ISTITUZIONI DALLA PROLOCO DI VIBO MARINA!

 
Articolo su CalabriaOra del 10.10.2011
 Riportiamo integralmente la lettera che la Pro Loco di Vibo Marina ha nei giorni scorsi ha indirizzato - con raccomandata A/R - al Sindaco, alla Giunta ed ai Capogruppo del Comune di Vibo Valentia, al Presidente della Provincia, al Soprintendente ai Beni SAE di Cosenza, alla Soprintendenza Beni Architettonici  di  Cosenza, alla  Direzione Regionale Beni Culturali, all'Assessore Regionale alla Cultura ed al Prefetto di Vibo Valentia, con la quale si chiede chiarezza e coerenza amministrativa nella valorizzazione della Tonnara di Bivona. 


Egr. Sigg.
la nostra Associazione, per come già evidenziato in vari incontri, con la presente intende ribadire con forza che gli Edifici della Tonnara di Bivona (VV) rappresentano un bene comune raro e prezioso, un enorme patrimonio culturale della città, un complesso architettonico monumentale di grande valore da anni sottoposto a vincolo, l’unico esempio prestigioso di archeologia industriale marinara esistente in Calabria (comparabile in Italia alla tonnara di Favignana -TP), un possibile volano di sviluppo per l’economia ed il turismo locale se sapientemente utilizzato nella sua veste naturale di “Polo Museale della Civiltà del Mare della Calabria”.

Tonnara di Bivona: foto interno della Loggia usate da un portale turistico.

Per l’antico complesso della Tonnara di Bivona ( costruito a fine ‘800 e composto da palazzina gentilizia, ampia loggia in legno di quercia, cappella dei pescatori, stanze dei tonnaroti, casa del rais, deposito dei sugheri, deposito del sale,locali prima lavorazione dei tonni, antichi barconi della mattanza…,) la Pro-Loco ed alcuni cittadini sensibili, per circa 25 anni hanno donano le migliori energie nell’intento di contribuire alla tutela dell’importante bene pubblico e di collaborare con le Amministrazioni interessate, seppur agendo in un difficile contesto locale e tra tante speculazioni.
Tonnara di Bivona: foto interno della Loggia usate da un portale turistico.

In sintesi negli anni, la Pro Loco è diventata “amica della Tonnara di Bivona” effettuando studi e ricerche, adoperandosi per impedire la demolizione per farne un parcheggio, nel far intervenire la Soprintendenza di CS e le Istituzioni competenti per lavori urgenti di consolidamento, nel contribuire a trovare alloggio agli abitanti, nell’aiutare nel difficile sgombro delle parti crollate, nel far donare dal marchese Riccardo De Riso gli antichi barconi della mattanza al Comune di Vibo Valentia, nell’effettuare servizi giornalistici e documentari televisivi, nel sensibilizzare al problema l’ opinione pubblica e tanti studiosi, nell’effettuare importanti convegni e mostre (sindaci L. D’Agostino, E Costa), nell’aiutare in ricerche ed in tesi di laurea, nell’accompagnare in visita le scuole ed i turisti, nel liberare la tonnara dal fango e ripulirla dopo l’alluvione, nell’accettare da comune e provincia una convenzione con la proloco, nel costituire un Comitato Scientifico talora osteggiato, nella ricercare i finanziamenti per il recupero, nel predisporre diversi progetti per l’esecuzione del museo, nel vigilare per i tanti atti vandalici segnalandoli alle Istituzioni, nel pubblicare un interessante libro-ricerca sulla tonnara di Bivona, nel seguire i lavori di restauro (purtroppo non conservati vo), nel chiedere pareri a numerosi tecnici ed ad altri Musei del Mare italiani,… nell’invitare anche di recente alla Tonnara di Bivona tanti amministratori locali spesso del tutto ignari dei tesori del proprio territorio.

Tonnara di Bivona: foto interno della Loggia usate da un portale turistico.

La Pro Loco, credendo ancora nei valori della democrazia partecipata, nella trasparenza degli atti amministrativi e nella legalità, nell’ etica nella politica, nella gestione saggia dei beni comuni, nella cittadinanza attiva,
ritiene utile interrogarsi se l’Amministrazione comunale sia consapevole:

 1 - di avere nel proprio territorio un bene monumentale di grande valore ed unico in Calabria e tra i pochi in Italia, catalogato nei beni del Demanio dello Stato, donato in gestione oggi al Comune di Vibo Valentia e ,per alcune specificità, gestibile forse anche direttamente dalla stessa Regione Calabria o dalle Soprintendenze;


2 - del vincolo monumentale posto all’immobile dalla Soprintendenza di Cosenza nel 1990


3 - della quantità di finanziamenti pubblici erogati per il recupero della Tonnara ad esclusivo uso museale, circa 5 miliardi di lire impegnati dalla Soprintendenza di CS e dalla Regione Calabria per lavori eseguiti dalla stessa Soprintendenza, dal Consorzio Sviluppo Nucleo Industriale VV e, per ultimo, dal Comune di Vibo Valentia per i quali sarebbe auspicabile conoscere se siano stati regolarmente completati, collaudati e consegnati;


4 - della necessità di una continua vigilanza e custodia del bene contro il vandalismo (inferriate, telecamere, etc.) , di completare i lavori con l’ultimo finanziamento di 135000 Euro concesso dalla Regione Calabria, su sollecitazione della Pro-Loco, finalizzati a lavori strutturali ed al completamento della loggia;


5 - dell’urgenza di un intervento di restauro degli antichi barconi in legno della mattanza donati al Comune, alcuni abbandonati in luogo aperto tra cui “la Caterina” la prima barca a motore della tonnara;


6 - dell’importanza di confrontarsi con le Soprintendenze, le Università, la Regione e la Provincia, gli altri Musei del Mare, la Pro-Loco in base anche al protocollo d’intesa con Comune e Provincia-ProLoco firmato in data 28/12/2007 al fine di perseguire la costituzione del “Polo Museale della Civiltà del Mare della Calabria”;


7 - dell’utilità di riavviare l’importante Comitato Scientifico;


8 - della possibilità di recuperare i fondi per i danni arrecati alla Tonnara dall’alluvione del 2006, come da pratica a suo tempo avviata dal Comune nonché di eventuali vetrine espositive già acquisite;


9 - della prossima scadenza (20 ottobre) dei Bandi di gara Regionali per la rete museale;


10 - della sorprendente rapidità ed irregolarità della delibera di Giunta Comunale del 12 agosto 2011 per la concessione temporanea di locali della Tonnara ad una Associazione locale, con logiche poco chiare e non condivise, mentre risultano inevase le richieste per l’utilizzo e valorizzazione della Tonnara inoltrate da oltre un anno da parte della Regione Calabria e dall’Ente Parco Marino Costa degli Dei;

11 - dell’opportunità di riappropriarsi dei terreni antistanti il manufatto sino al mare e della casetta-deposito del sale posta nella piazza appartenenti alla Tonnara che andrebbe inoltre difesa dal circostante abusivismo edilizio.


Essendo la Tonnara di Bivona in gran parte oramai restaurata e, non essendo - si spera- l’obiettivo unico quello dell’aggiudicazione dei lavori, questa Associazione ritiene che non si possa più perdere tempo con interventi minimi e improvvisati.
Pertanto la Pro-Loco chiede di conoscere in modo chiaro e puntuale se l’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia sia in grado di garantire l’istituzione permanente, l’allestimento e l’apertura costante, l’organizzazione e la gestione anche economica del “Polo Museale della Civiltà del Mare della Calabria” in Bivona quale servizio pubblico utile alla comunità ed al suo sviluppo.
In caso di impossibilità o mancato interesse, si prega vivamente di non lasciare morire la Tonnara di Bivona o sminuire il suo valore , ma con serietà e saggezza ricercare e cedere il passo ad altre Istituzioni pubbliche interessate con capacità economiche e progettuali, riservandosi sempre un ruolo di collaborazione e controllo a difesa degli interessi della città.
La Pro-Loco da parte sua, se fatta partecipe con dignità e correttezza, è disponibile come sempre a dare il suo contributo agli Enti pubblici, comunque a tutelare in ogni modo la Tonnara di Bivona e l’Istituzione del Museo.
A tal fine, se ritenuto utile, si rimane a disposizione per ulteriori chiarimenti e per un eventuale incontro .
In attesa di un cortese interessamento di quanti in indirizzo, si inviano distinti saluti.
per il Consiglio della Pro Loco
Il Presidente
Prof. Andrea Mamone

giovedì 6 ottobre 2011

BIVONA DI VIBO VALENTIA: REQUIEM PER UNA TONNARA!

Sono trascorsi già 6 giorni dalla scadenza della convenzione per l'uso illegittimo della Tonnara di Bivona.
I rumors dicono, visto che nessuno ha messo in risalto l'illegittimità degli atti (?), che l'uso illegittimo potrà essere illegittimamente prorogato fino a che non verrà istituito il museo o trasferita la sede del parco. Ovviamente anche con una illeggittima proroga tacita! Il che vorrà dire che dobbiamo prepararci a cantare un bel requiem per la Tonnara.
USO ILLEGITTIMO: +6gg
SCADENZA BANDO REGIONALE RETE MUSEALE: -24gg.

mercoledì 28 settembre 2011

L'AREA COSTIERA ESCLUSA DALLO SBLOCCO EDILIZIO: PER FORTUNA!


Guardiamo con grande scetticismo alla soluzione adottata dall'amministrazione comunale - e favorevolmente accolta dall'attuale  Commissario Delegato all'Emergenza Alluvione OPCM 3531 - per superare i vincoli posti all'attività edilizia fino alla certa messa in sicurezza del territorio. Impressiona ancor di più la dichiarata parzialità dello Studio Geologico, cioè limitata alla sola area collinare, che "garantisce" sul monte come se il litorale non ne fosse dipendente, unito morfologicamente ed idrogeologicamente.

Dubitiamo dunque degli effetti positivi per la nostra sicurezza della "scorciatoia" adottata, e dubitiamo dunque della sua praticabilità.

Il fatto: in pratica il Commissario all'Emergenza non ha emanato alcuna ordinanza ma si è limitato a firmare il recepimento di un parziale (perchè esclude l'area costiera) studio sui rischi del territorio commissionato e pagato dal Comune di Vibo  al  prof. Giuseppe Aronica, docente di costruzioni idrauliche dell'Università di Messina e dal geologo Giuseppe Scalamandrè. Il recepimento di questo "parziale"  studio è stato possibile perché ritenuto conforme dai tecnici dell'ufficio del commissario (il prof. Filianotti e l'ing. Laganà) ai criteri dettati dall'Autorità di bacino e del Piano redatto dal Camilab, presieduto dal prof. Pasquale Versace.

Ci domandiamo perchè quello studio non sia stato sottoposto ad un parere del Camilab o al Prof. Versace.

Ci domandiamo chi, all'interno della struttura tecnica comunale, sarà in grado di valutare professionalmente la compatibilità dei pareri tecnici o geologici delle prossime richieste di autorizzazione a costruire.

Ci domandiamo chi garantirà che quegli interventi non avranno conseguenze tali da compromettere la fragilità idrogeologica  per le aree già perimetrate a rischio idrogeologico (R4, R3, R2, ed R1) ed inserite nel Pai, per quanto attiene i rischi alluvione e frana, in particolarmodo le tante aree perimetrate che insistono nell'area costiera (ma escluse dallo studio).

Quasi quasi ... c'è da ritenersi fortunati! Stando così le cose la scorciatoia vibonese, certificata dal Commissario, potrebbe essere un'ulteriore bomba idrogeologica ... e dunque si rivela una  fortuna che l'area costiera sia stata esclusa da questo "sblocco edilizio"!

giovedì 22 settembre 2011

TONNARA DI BIVONA: IL SINDACO E GLI ASSESSORI CHIARISCANO!

Clicca sull'immagine per leggere l'articolo
Segnaliamo l'articolo pubblicato su Il Quotidiano ed estratto dalla odierna Rassegna Stampa della Provincia di Vibo Valentia.

Non possiamo che ringraziare il Consigliere Comunale Giovanni Russo per aver reso pubblica la richiesta, indirizzata al Sindaco ed agli assessori competenti, di precise informazioni sullo stato dei recenti lavori di recupero e valorizzazione della Tonnara di Bivona, sui nullaosta, pareri conclusivi e collaudo degli stessi, nonchè sul futuro di uno dei beni storici più importanti dell'area costiera.



E' un inatteso ed importante contributo, e per questo ancor più prezioso, che ben rappresenta parte delle nostre perplessità sulla  capacità e volontà di  mettere coerentemente a valore - ed in maniera conforme ai finanziamenti percepiti - uno dei beni storici più importanti dell'area costiera.

mercoledì 21 settembre 2011

TONNARA DI BIVONA: PROMEMORIA PER GLI INSENSIBILI AMMINISTRATORI VIBONESI!

Mentre assistiamo all'uso illeggittimo della Tonnara di Bivona, col rischio di un rilevante danno erariale e strutturale, continuiamo testardamente la "sensibilizzazione" degli insensibili, riportando il comunicato stampa di ieri dell'assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri, che ha illustrato le finalità del bando destinato ai musei calabresi. [Avviso Pubblico per la qualificazione e valorizzazione del Sistema Museale Regionale POR FESR 2007/2013 L.I. 5.2.2.1 - BURC n. 30 del 29 luglio 2011, Parte III.]
“Un’offerta museale di qualità – afferma Caligiuri - in grado di attrarre visitatori anche da fuori regione. Con questo obiettivo il Presidente Scopelliti ha deciso di investire oltre 6 milioni di euro di fondi europei”. L’avviso, con scadenza giovedì 31 ottobre 2011, è rivolto ad amministrazioni comunali e provinciali, istituzioni ecclesiastiche e associazioni proprietarie di musei. Il finanziamento massimo concedibile per ciascun progetto è di 250 mila euro, elevabili a 400 mila per la creazione di reti museali. Il bando è stato pubblicato dopo la realizzazione da parte dell’assessorato alla Cultura di un censimento dei musei calabresi. In particolare, oltre ai dati quantitativi (284 strutture museali, dislocate in 193 comuni), sono state rilevate caratteristiche che evidenziano alcune fragilità del sistema. Secondo il censimento effettuato dall'assessorato con la collaborazione dei sindaci, i musei calabresi sono carenti dal punto di vista strutturale e per quanto riguarda sistemi di conservazione e di sicurezza. La maggior parte dei musei, soprattutto quelli comunali, non attuano un orario di apertura definito e la frequenza dei visitatori non è quantificata. Tra le attività finanziabili dal bando regionale rientrano gli interventi per l’adeguamento agli standard ICOM (International Council of Museum), che sono stati recepiti dal Consiglio regionale con apposita legge e che prevedono proprio il superamento delle carenze individuate.
Sul sito istituzionale www.regione.calabria.it nell’area di interesse Cultura è possibile scaricare il bando. Sempre sul sito sono, inoltre, disponibili i recapiti telefonici e di posta elettronica per la richiesta di tutte le eventuali informazioni necessarie per partecipare al bando".
link http://www.regione.calabria.it/index.php?option=com_content&task=view&id=7428&Itemid=136

Ricordiamo che è sempre grazie al nostro impegno che il futuro Museo della Civiltà del Mare è stato inserito nel Censimento dei Musei dalla Regione Calabria. [scarica intero documento in pdf]

La presenza della Tonnara e del suo uso museale (vedi pag. 19) nel documento regionale dimostra, nel caso ce ne fosse bisogno, che esistono tutte le condizioni favorevoli alla partecipazione del suddetto bando!

Considerando inoltre che gran parte degli "esperti" per prassi usa il web (piuttosto che lo studio) per reperire documentazioni, al fine di accellerare i tempi per la realizzazione del progetto e la compilazione  delle schede entro l'imminente 30 ottobre prossimo, riteniamo profiquo  non far perdere altro tempo in infruttuose navigazioni online, mettendo qui, a disposizione gratuitamente, un utile schema progettuale [vedi link], autorizzando sin d'ora sia alla estrapolazione totale o parziale dei dati, sia alla totale copiatura.

E' giunto dunque il momento per lavorare!

venerdì 16 settembre 2011

PORTO S. VENERE: OGGI SI RIDISCUTE ... QUANTO GIA' DECISO IL 2 MARZO 2010!

Si discute se dare il suo antico nome alla città costiera? Beh! Sarebbe più giusto scrivere "se ne ri-discute", perchè in realtà la VI Commissione Consiliare della Città di Vibo Valentia, il 2 marzo 2010 (qualche settimana prima delle elezioni che ci hanno donato gli attuali smemorati amministratori) recependo in toto quanto deliberato dal Consiglio della IV Circoscrizione il 26 febbraio 2008,  aveva espresso parere favorevole all'unanimità dei presenti, per la variazione di denominazione della frazione Vibo Marina in Porto Santa Venere.
Meno male che sul nostro blog, conserviamo tutto!
Non ci credete? Vi invitiamo a leggere la determinazione integrale, in originale,  al seguente  l i n k !
Si vuole ridare alla città costiera il suo antico nome? Basterebbe solo riportare in Consiglio quel documento!

Mentre aspettiamo che la nuova Commissione ne ridiscuta, leggiamo anche le ragioni della "vecchia" determinazione!

martedì 6 settembre 2011

TONNARA DI BIVONA: INFORMIAMONE LA CORTE DEI CONTI!

"Il museo è un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo. È aperto al pubblico e compie ricerche che riguardano le testimonianze materiali e immateriali dell’umanità e del suo ambiente; le acquisisce, le conserva, le comunica e, soprattutto, le espone a fini di studio, educazione e diletto".
(International Council of Museums)

E' forse ora di comprendere con chiarezza se ci sarà un futuro "valorizzato" per la Tonnara di Bivona ed ancor più, se il suo futuro è legato ad un coerente uso museale.
Mentre non vi è chiarezza sulle risposte locali, sappiamo con certezza che l'immobile, tutelato dalla Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Entoantropologico, ha avuto accesso a finanziamenti pubblici statali e regionali sin dal 1990 (e compreso l'ultimo regionale di 135.000 euro) per il suo recupero ed uso museale.
A 20 anni dunque dal primo intervento di recupero è forse il caso di pretendere una volta per tutte comportamenti coerenti rispetto alle risorse pubbliche investitite, sia per scongiurare danni irreparabili alla struttura, sia per evitare un evidente danno erariale. Ma la sola nostra attenzione e sensibilizzazione non è bastata e non basterà.
Come Redazione prendiamo l'iniziativa, certi che anche il solo informare la Sezione calabrese della Corte dei Conti, contribuirà ad attivare localmente maggiore attenzione e sinergie virtuose, utili al definitivo e funzionale recupero della Tonnara di Bivona, della sua storia e del suo valore.
"Gentilissimi,
Vi rivolgiamo un accorato appello affinchè possiate attenzionare le vicende amministrative legate al recupero ed al restauro della Tonnara di Bivona, sita nell'area costiera del comune di Vibo Valentia (Calabria). A tal fine si espone quanto segue:
Il bene, classificato tra i beni di archeologia industriale e per ciò stesso soggetto a vincolo monumentale, sin dal 1990 ha fruito di una serie di finanziamenti pubblici (soprintendenza cs e regione calabria) ai fini del recupero ed uso museale, finanziamenti oggi ormai quantificabili ad una cifra che supera i 2 milioni di euro.
Allo stato l'immobile storico (costruito nel 1881) è inserito tra i beni demaniali marittimi dello Stato, "gestibile" per effetto della legge delega della regione, dal Comune di Vibo Valentia, ente che ha fruito dell'ultimo finanziamento di restauro (sempre ad uso museale) del quale non si comprende se i lavori siano stati completati, collaudati e/o consegnati, per come previsto dal capitolato di gara e dal progetto definitivo.
Dopo mesi di abbandono e incuria, assistiamo ad un improvviso, quanto deleterio, uso del bene, seppur temporaneo, del tutto difforme da quanto fissato (museale per l'appunto) ma quale sede provvisoria della polizia municipale e, con una recente delibera di giunta comunale, addirittura concessa temporaneamente ad una associazione locale.
Ci chiediamo se un uso difforme del bene storico rispetto ai finanziamenti ottenuti sia possibile (per ulteriori particolari si veda nostro articolo al link http://comuneportosantavenere.blogspot.com/2011/08/tonnara-di-bivona-lestate-la-legge-e.html), anche perchè il prevalere temporaneo di tale prassi temiamo possa condurre a breve allo stravolgimento strutturale dell'opera, compromettendo definitivamente il suo valore storico ed il suo uso culturale a vantaggio della nostra comunità, vanificando le risorse umane e finanziarie sin qui spese per la sua valorizzazione.
La storia del monumento, ormai unico nel suo genere in Calabria, è ormai da troppo tempo legata alla precarità, frammentarietà e volubilità dei lavori svolti, così come delle contraddittorie decisioni e prassi amministrative, tanto da non aver ancora condotto alla definitiva (vedi cronistoria http://comuneportosantavenere.blogspot.com/search/label/TONNARA) quanto opportuna (dopo 20 anni!) valorizzazione del bene storico.
Certi che in vostro intervento presso gli enti finanziatori e finanziati contribuirà a rendere più chiaro e certo il suo recupero, e finalmente strumento di valorizzazione della cultura dell'intera comunità costiera vibonese, disponibili ad ogni ulteriore richiesta di informazioni


Cordiali saluti
La redazione di  www.comuneportosantavenere.org

Per completare l'informativa, oggi manderemo la stessa email alla Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici della Calabria.

sabato 27 agosto 2011

TONNARA DI BIVONA: L'ESTATE ... LA LEGGE E' TEMPORANEA!

Temporaneamente ... E' questa "parola magica" che oggi consente comportamenti inattesi, efficaci nel dimostrare il carattere, i valori e la correttezza della nostra classe politica. Temporaneamente ... e così, in tempi rapidissimi, finisce la sensazione di trovarti di fronte amministratori corretti e coerenti.
Sono tutti gli stessi, giovani e anziani: tutti pronti a dire una cosa ed a farne un'altra!
Ci aveva sorpresa la solerzia con la quale si voleva aprire la cappella della Tonnara, erroneamente avevamo pensato d'averne fatto comprendere il valore ed il senso, ma  sbagliavamo. Un espediente. Ci aveva sorpreso che durante l'inaugurazione non si parlasse del passato, dell'impegno concreto di tanti, del futuro, del Museo o del Parco. Un espediente dunque, l'occassione colta al volo per coprire altri intenti, altri progetti, altre amicizie, altri curriculum. Un espediente per agirare le norme amministrative. 
Ma a parte l'amarezza della scoperta ognuno si assume le responsabilità delle proprie azioni e questa, almeno per quanto ci riguarda, cancella ogni briciolo residuo di credibilità verso questo Sindaco e questa Giunta.
La Tonnara di Bivona, nonostante abbia ricevuto finanziamenti per il recupero ed il restauro solo ai fini museali ed alla valorizzazione della cultura del mare, nonostante bene demaniale, privo di collaudo e consegna dei lavori eseguiti in questi anni, nonostante sia in itinere una destinazione legate alle attività del Parco Marino Regionale ... viene occupata temporaneamente!
Protetti da S. Francesco e S. Antonio il 13 agosto 2011, l'intero primo piano  viene concesso ai Vigili Municipali, e seppur nessuno quello stesso 13 agosto lo ha comunicato ai presenti, scopriamo dall'Albo Pretorio che il giorno prima,  12 agosto 2011, quegli stessi silenziosi protagonisti, avevano deliberato in Giunta l'ulteriore concessione dei locali della Tonnara all'associazione Onlus "Insieme per Bivona", il cui curriculum culturale è quanto meno ... tutto da costruire.
Temporaneamente ... certo, è una scelta temporanea.

E così, temporaneamente, nessuno si chiede cosa sia quel monumento d'archeologia industriale, nè se esistano norme che disciplinano la fine lavori, la rendicontazione progettuale secondo i capitolati di spesa (che comprendevano anche l'allestimento museale!) e le disposizioni autorizzative finali della Soprintendenza ai Beni Monumentali. Ed il collaudo di fine lavori o le certificazioni d'agibilità e sicurezza rispetto alla destinazione d'uso museale?
Ma intanto ... per ora ... temporaneamente ... si fa tutt'altro.

Nonostante ciò, non cessiamo di essere fiduciosi nel futuro museale del prezioso immobile, percui invitiamo i nostri validi amministratori (magari coadiuvati dalla Polizia Municipale, nel mentre ne occupa i locali) a non distrarsi tra gli eventi culturali previsti per settembre, ma di elaborare ed inviare un degno progetto museale alla Regione Calabria, approfittando del recente "Avviso Pubblico per la qualificazione e valorizzazione del Sistema Museale Regioneale POR FESR 2007/2013 L.I. 5.2.2.1 - BURC n. 30 del 29 luglio 2011, Parte III.", perso il quale ... la recente scelta della Giunta Municipale, oltre ad essere un grossolano errore,  si trasformerebbe in un danno irreparabile per la nostra comunità.

L'ex area cucina adibita ad ufficio polizia municipale

L'ex camera del fumo adibita a sala riunione della polizia municipale
Per la storia e per la legge, non ci resta che riportare per intero la incredibile delibera n. 218/12.08.2011 della Giunta Municipale del Comune di Vibo Valentia, affinchè tutti i comuni d'Italia ne diano valore e ne prendano esempio, a meno che ... temporaneamente, non decidano di revocarla:

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