lunedì 24 aprile 2017

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.

Ricerche documentalistiche di Giovanni Pititto

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ.
La questione della sepoltura di Roger d'Hauteville, conte di Calabria e Sicilia; - condottiero normanno e padre del re Ruggero II; - nonché fratello del duca Roberto il Guiscardo, è un problema ancora irrisolto. E forse come tale lo rimarrà.
I problemi essenziali sono storici; e conseguentemente tipologici.
Storici in quanto le fonti cronachistiche e letterarie certe non indicano in modo univoco il luogo di sua sepoltura.
Tipologici, in quanto derivanti.
Questo grande cassone marmoreo - di epoca classica; oggi presso il Museo Archeologico di Napoli, viene rivendicato con forza dalla cittadina calabra di Mileto, in provincia di Vibo Valentia.
Che lo considera, e giustamente, parte integrante della propria storia.
In effetti, e come in particolare si espone nel post, fu per secoli presso la celebre Abbazia della SS.ma Trinità di Mileto Antica. Distrutta, unitamente a tutto l'abitato, da uno spaventoso terremoto nel 1783.
La questione è tipologica, si diceva, in quanto dall'assoluta indeterminatezza del luogo - e del tipo - di sepoltura, non si può assegnare con certezza a questo stupendo relitto classico uno dei termini propri e specifici:
- Sarcofago, se effettivamente contenne i resti mortali di Ruggero.
- Mausoleo, se in onore della sua memoria in quella abbazia se ne volle memorare in un apposito simbolico sacello - Spazio del Sacro: Heroon; all'uso classico.
La precisione terminologica del Diritto romano (Ulpianus) ce ne impedirebbe - nell'indeterminatezza - una assoluta indeterminatezza nel definirlo Sarcofago; ove corpora non vi fosse stato.
La storia e tutta di quell'abbazia, unitamente a tracce in pergamene del 1267 e 1287 del suo diplomatico, propenderebbero per la definizione e classificazione di Mausoleo. Benchè - si precisa - con questo non si vuole intendere esistano, in quel diplomatico pergamene anche solo attestative di una presenza; del consistente reperto. Si vuole solo specificare che un gruppo di pergamene attinenti con precisione a quel ventennio attesterebbero - se mai, ma solo - la possibilità di contingenze della storia interna ed esterna di quell'abbazia atte ad una simile molto significativa rammemorazione in Heroon; ed al conseguente ben rilevante impegno di spesa.
La questione diventa molto interessante, poi, ma al contempo spinosa, poi, allorché si intreccia con una tradizione e qualche testimonianza che - pur mutila - avvicina tale Mausoleo alla figura ed opera di un ben significativo scultore del XIII secolo e d'ambito romano: Magister Petrus de Oderisii. Attivo a Roma e Viterbo, entro il termine massimo del 1287. Ma le cui opere significative non sono testimoniate prima del 1267.
Petrus, si evidenzia, fu prima allievo e poi socio del grande scultore e Maestro italiano: Arnolfo di Cambio.
Siamo ai massimi livelli del lessico scultoreo in terra italica, del XIII secolo.
Siamo ai Protomagistri in Italia perfezionatori al massimo della espressività della lectio ed invenzione del Gisant in terre francesi.
Vi è una rilevante questione cronologica che oppone un diretto e personale intervento di Pietro, però, su o per una tomba di Ruggero conte di Calabria e Sicilia, morto nel 1101 come si sa.
Non è umanamente possibile uno scultore del 1267 aver potuto operare nel 1101.
Salvo, e ritorniamo in rafforzativo alla questione tipologica: Mausoleo, se appunto, tale mausoleo fosse totalmente svincolato - come è da porlo svincolato - da una tomba di Ruggero nel 1101.
Il prodotto di Petrus, la sistemazione di un grande cassone funerario marmoreo romano, non si può collocare al 1101. Ma al periodo intercorrente tra il 1267 ed il 1287, sì.

***

MILETO ANTICA. 1513. ABBAZIA DELLA SS.MA TRINITA'. ALTARI. SEPULCHRUM COMITIS ROGERIJ. FONTI. 

Di un sepulchrum comitis Rogerij in tutto il Diplomatico abbaziale non vi è traccia.


Memoria esiste solo nel cartario.


Ma non prima del 1513: "Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs". 

Citazione venne ripresa in documenti del 1573. Di cui qui si offre stralcio.

Era ubicato prossimo all' "altare Sanct(a)e Catharin(a)e"; in "ala dextera".


Si unisce qui ricostruzione grafica della sistemazione in anno 1698. La grande lapide porta la lunga epigrafe di dettato del vicario generale dell'Abbazia, l'erudito gesuita Diego Calcagni (nato Recanati, 1635 - morto Roma , Collegio Romano, 1713). Vicario abbaziale dal dicembre 1695 all'aprile 1701.


Detta ricostruzione grafica è di GP.


"1573. Beneficium sub invocatione SS. Conceptioni Beat(a)e Virginis.


• cum altare in eccl(esia)e abbatialis, in ala dextera,


• iuxta altare Sanct(a)e Catharin(a)e,


• et sepulchrum comitis Rogerij.


fundatum, et dotatum à Consulo Sanso à Sancto Calogero.

• Presentabant cappellanum Gulielmus, et fratres Sanzi; heredes Consuli anno 1513.

• Abbate commendat(ari)o Andrea De Valle, episcopo crotonensi, et vic(ari)o Bernardo de Cavalerijs. Cum onere duarum missarum singulis hebdomadis".


Nella riedificazione post 1659 è indicato quale VI° altare: "Il 6° altare, cominciando dalla parte dell’Epistola dell’altare maggiore, è dedicato all’ Immacolata Concettione della B.V. Maria, sito nella navata sinistra".


Con annessi i 2 seguenti benefici, di cui 1 di libera collazione, 1 di giuspatronato: "In q(uest)o altare sono uniti due beneficij, uno de iure patronato, e l’altro di libera collatione".


Di cui, per quello di giuspatronato: "Il benef(ici)o de iure patronato è sotto l’invocatione della SS.ma Concettione, fondato da Consulo Sanso; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum".


E per quello di libera collazione: "Il benef(ici)o di libera collatione è sotto la medesima invocatione; q(uest)o fu eretto dal padre Alessandro Dezza, della Compagnia di Giesù, vicario generale, l’anno 1677, essendo prima Cappella, le di cui entrate ogni giorno andavano mancando. 

Ha peso d’una messa la settimana".

Nel catalogo dei benefici al 1700, è indicato quale: IX°, quello di giuspatronato: "Il 9°, sotto titolo dell’Immacolata Concettione, della famiglia dè Sansi; col peso di 2 messe la settimana, ad libitum, lo possiede..." [il ms non aggiunge il nome del titolare del beneficio].


I° quello di libera collazione: "Li benefici di libera collatione dell’abb(ati)a sono: 1° il beneficio semplice sotto titolo dell’ Immacolata Concettione; ha il peso d’una messa la settimana, ad libitum, lo possiede adesso d(on) Marco Pilato".


***


Testo dell'epigrafe dettata ed in grande lapide fatta incidere, a Messina nel dicembre 1698, dal vicario abbaziale Diego Calcagni:


" + ROGERIUS COMES CALABRIAE, & SICILIAE, 

TANCREDI FILIUS, ROBERTI GUISCARDI, FRATER, ROGERII PRIMI REGIS SICILIAE PATER, S. BRUNONI CARUS, DEIPARAE VIRGINIS OPE IUGITER PROTECTUS, PULSIS A SICILIA SARACENIS, FUNDATA, & DITATA HAC ABBATIA, & BASILICA, & SANCTISSIMAE TRINITATI DICATA, EXTRUCTO AMPLO MONASTERIO, & MONACHIS ORDINIS S. BENEDICTI AD INHABITANDUM, & REGENDUM TRADITIO, PLURIBUS ALIIS MONASTERIIS, ABBATITIIS, EPISCOPATIBUS, PER CALABRIAM, & SICILIAM FUNDATIS, REPARATIS, DITATIS, ANNUM AGENS SUPRA SEPTUAGESIMUM MILETI MORITUR UNDECIMO KALENDAS JULII ANNO M.C.I. & IN HAC BASILICA REGIO FUNERE TUMULATUR HAC EPIGRAPHE.

Linques Terrenas penetravit Dux ad amenas

Rogerius Sedes, nam coeli detinet Aedes.

INSTAURATA TANTI PRINCIPIS, & FUNDATORIS MEMORIA + "





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Le Fonti manoscritte sono state pubblicate e ulteriori in corso di pubblicazione in: 
Giovanni Pititto: Archivio Storico della Calabria - Nuova Serie. Rivista a cura di; Edita da Casa Editrice Pellegrini. Cosenza. Rivista in formato e-book: 
- i cui Sommari sono consultabili alla posizione: 
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